Folgaria in moto: il percorso che devi fare almeno una volta nella vita

Ci sono posti che frequenti per anni e non ti accorgi di quanto siano perfetti finché qualcuno non te li descrive dall'esterno. Folgaria è uno di quei posti. A meno di un'ora da Trento, poco più di un’ora da Verona e Vicenza, sull'Alpe Cimbra, con strade che sembrano progettate da qualcuno a cui le moto piacevano davvero. Tornanti guidabili, panorami che cambiano a ogni curva, quota che sale dolce e ti porta via dal caldo della valle in venti minuti di asfalto.

Se sei qui perché stai pianificando un giro in moto in Trentino, fermati. Questo è il percorso.


Il punto di partenza: Calliano e Castel Beseno

Parti da Calliano, sulla SS12 a sud di Trento. Prima ancora di iniziare a salire, ti becchi già il primo regalo: Castel Beseno si staglia sulla sinistra, uno dei castelli medievali meglio conservati del Trentino. Non è un dettaglio da cartolina, è un ingresso degno.

Da Calliano prendi la SS350, la strada che porta su verso Folgaria. Qui cominciano i tornanti. Dodici, per la precisione. Asfalto pulito, difficoltà media, dislivello di circa mille metri dalla partenza all'arrivo. Non è una salita che mette alla prova i nervi — è una salita che mette alla prova il sorriso. Passi per Dietrobeseno, Mezzomonte, Carpeneda. Ogni paese un cambio di luce, ogni curva un cambio di prospettiva.

Goditi un caffè a Folgaria e poi arriva a Fondo Grande. Parcheggi facile, controlli la moto, ti godi il verde (e anche una delle nostre carni o delle nostre birre).


Passo Sommo: 1.341 metri di soddisfazione

Passo Sommo si trova a 1.341 metri sul livello del mare, sulla SS350, e collega la valle dell'Adige con la Val d'Astico. Tecnicamente unisce due frazioni del Comune di Folgaria — Costa e San Sebastiano, ma in pratica è il punto in cui ti rendi conto di aver fatto la scelta giusta quella mattina.

La strada è asfaltata, ripida nei tratti giusti, ricca di curve che non stancano ma non annoiano. In zona c'è una cappella votiva degli Alpini, cioè una di quelle piccole costruzioni di montagna che raccontano storie senza bisogno di parole. Il panorama non è esplosivo come certi passi dolomitici a quota doppia, ma è autentico. Niente folla, niente code, niente selfie-stick. Solo moto, montagna e aria fresca.


Passo Coe: il laghetto che non ti aspetti

Proseguendo dall'altopiano di Folgaria si arriva a Passo Coe, a quota 1.610 metri. Qui c'è un laghetto alpino che in estate diventa la sosta ideale — non perché sia uno spettacolo UNESCO, ma perché è esattamente il tipo di posto in cui ti viene naturale spegnere il motore, sederti su un masso e guardarti intorno senza fretta.

Dal Passo Coe puoi allungare verso la Vallarsa e le curve di Pian delle Fugazze, che i motociclisti della zona conoscono bene. Oppure rientrare verso Folgaria e chiudere l'anello con calma.


La variante 1 per la giornata “turistica” e storica in moto: Lavarone e il Forte Belvedere

A pochi chilometri da Folgaria c'è Lavarone, con il suo lago alpino. D'estate si può fare il bagno. Sì, in un lago di montagna a mille e passa metri, una di quelle cose che poi racconti. Nei dintorni vale una sosta il Forte Belvedere, opera militare austro-ungarica che oggi ospita il museo della Grande Guerra. Per chi la storia la respira meglio in sella che sui libri, questo è il posto giusto.

La allunghi un po’, ti senti rilassato, torni giù verso il Menador per passare anche dal lago di Caldonazzo e poi ripigli la SS349 che passa da Vigolo Vattaro per riemergere al fresco di Fondo Grande, appena dopo Folgaria.


L'allungo 2, per chi non si accontenta: verso Asiago

Se vuoi allungare il giro e passare in Veneto, dalla SS349 si raggiunge Gallio, uno dei sette comuni dell'Altopiano di Asiago. Boschi, pascoli, strade larghe e silenziose. L'itinerario diventa un anello che tocca due regioni senza mai diventare autostradale. Esattamente come dovrebbe essere. La Borcola è indimenticabile, paragonabile allo Stelvio, ma serve coraggio e molta piega. Serve attenzione e precisione, non farla sottogamba se no finisci sottoruota. Alza poi gli occhi e goditi le Piccole Dolomiti.


Prima o dopo il giro: fermati al Sei Sottozero

Folgaria, Fondo Grande. Se non lo conosci ancora, è il momento giusto.

Il Sei Sottozero Beer & Grill è il posto dove il giro finisce bene, o comincia ancora meglio, se parti da lì al mattino. Birre artigianali del Birrificio Birrone spillate come si deve, cucina che non si scusa con nessuno, e un'anima da motociclista che non è scenografia ma è storia del locale. Parcheggio? Ampio. Caschi e giacche? Sono di casa, stanno comode al tavolo con te.

Le birre del Birrone che trovi in spillatura, come la SS46, la Brusca, o la Punto G, la BirrettIPA e la Maranea sono prodotte senza pastorizzazione, senza conservanti, da un birrificio agricolo che coltiva i propri cereali a pochi chilometri. Non è marketing: è il motivo per cui la prima pinta sembra sempre meglio della seconda. Che non è necessariamente vero, ma ci vuoi credere.

📍 Sei Sottozero Beer & Grill - Fondo Grande, Folgaria (TN)

📞 388 474 8449 

✉️ seisottozero@gmail.com

🌐 www.seisottozero.com


Il percorso in sintesi

Partenza: Calliano (valle dell'Adige) 

Strada: SS350 → Folgaria → Passo Sommo → Passo Coe 

Variante: Lavarone → Forte Belvedere → rientro Folgaria 

Allungo Veneto: SS349 → Gallio → Altopiano di Asiago 

Distanza base: circa 60-80 km (anello) 

Difficoltà: media - adatto a tutti i tipi di moto 

Quota massima: Passo Coe, 1.610 m 

Periodo consigliato: da maggio a ottobre 

Tappa obbligatoria: Sei Sottozero, Fondo Grande


Perché questo percorso e non un altro

Perché non devi essere un pilota per godertelo. Perché è a un'ora da Trento e a meno di due da Verona, Vicenza, Bolzano. Perché l'asfalto è buono, i tornanti sono giusti, e alla fine del giro c'è un posto dove fermarsi che vale quanto la strada.

Folgaria in moto non è la meta più famosa del Trentino. È quella che ti fa venire voglia di tornare.

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